Non c’è dubbio. L’accumulo mediante batteria è centrale nelle prospettive di sviluppo della mobilità elettrica, che non procederà speditamente senza risolvere con soluzioni efficaci il nodo dello storage. Ne parla un ampio articolo del Sole 24 ore del 18 settembre (pagine 12-13), dal “Il futuro (vicino) è nell’accumulo a batteria” e firmato da Federico Rendina.

Sarà un mondo che andrà a batteria. Ogni consumatore, diventato anche produttore (il neologismo è efficace: … prosumer) potrà produrre energia nel momento migliore, conservarla e magari restituire alla rete la quota non utilizzata. “Saranno superati così – scrive Rendina – i problemi causati dalla inevitabile imprevedibilità dell’energia del sole e del vento, che potranno finalmente lavorare all’unisono anche con le centrali tradizionali in un sistema elettrico moderno, adeguato, sicuro e sempre più pulito”.

Si basa sullo sviluppo di batterie efficienti, quindi, il definitivo impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili, delle smart grid e delle smart cities. E soprattutto della mobilità elettrica, settore che si avvarrà notevolmente del “sistema di generazione diffusa”, composto da centrali grandi e piccole governate da sistemi informatici sempre più sofisticati. Con il supporto del “contatore elettronico di casa che parla con noi e con la rete”.

L’auto elettrica è parte determinante di questa evoluzione, non solo perché tendenzialmente andrà a sostituire le vetture inquinanti, ma perché è da essa (dalla sua batteria) che si potrà prendere o restituire elettricità accumulata per la nostra abitazione o anche alla rete pubblica.

Si può fare, si legge nell’articolo, a patto che si giunga a un sistema avanzato di accumuli che “è assolutamente imprescindibile sia per garantire una adeguata differenziazione dell’utilizzo nel tempo sia per il fondamentale contributo ai servizi di regolazione di rete. Parola di Alfredo Camponeschi, responsabile Enel per l’Energy management in Italia.

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