La ‘carbon tax’ è lo strumento “più potente ed efficiente” per ridurre l’uso di energia e spostarlo verso fonti di energia pulite. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) in uno dei capitoli analitici del Fiscal Monitor, che sarà diffuso integralmente la scorsa settimana. Il Fondo osserva comunque che la carbon tax va attuata in modo “giusto e che favorisca la crescita”, con i Governi “chiamati a scegliere come saranno usati i nuovi ricavi. Fra le opzioni c’è quella di ridurre altre tasse, sostenere le famiglie e le comunità deboli, aumentare gli investimenti in energia verde o semplicemente restituire i soldi ai contribuenti come dividendo”. La carbon tax può ridurre le emissioni in modo significativo, ma il prezzo deve essere adeguato. Una tassa a 75 dollari a tonnellata di anidride carbonica nei paesi del G20 può ridurre le emissioni dei paesi del G20 del 35% entro il 2030. tasse uniformi di 25 o 50 dollari le ridurrebbero del 19% e del 29%. “Una carbon tax a 50 dollari nei paesi del G20 – precisa il Fmi – eviterebbe 600.000 morti premature a causa dell’inquinamento, di cui il 60% in Cina. Una tassa di 75 dollari eviterebbe 725.000 morti premature”.
(Fonte: Agenzia Ansa)
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