Si può ottenere energia pulita dalle foglie artificiali? Forse sì. E’ ciò a cui stanno lavorando i ricercatori del Politecnico di Milano con il progetto «Phoebus», che ha per l’appunto l’obiettivo di studiare i meccanismi della fotosintesi e riprodurli artificialmente per ottenere energia chimica e immagazzinarla.
Ne parla Silvia Bandelloni su La Stampa del 28 febbraio 2018 (pagina 10). La fotosintesi, si legge nell’articolo, è il processo in base al quale i vegetali convertono le molecole di anidride carbonica e d’acqua in molecole di glucosio, liberando l’ossigeno. Il tutto grazie a un pigmento, la clorofilla, capace di catturare energia solare e di trasformarla in energia chimica. Questo processo si basa sull’assorbimento di luce da parte delle molecole. Per decifrarlo si deve pensare alla luce come un insieme di particelle, i fotoni, che trasportano energia.
Il progetto «Phoebus» intende quindi realizzare una foglia artificiale che separi i componenti dell’acqua (l’idrogeno e l’ossigeno) in modo da utilizzare l’idrogeno come fonte di energia e allo stesso tempo ridurre la concentrazione di anidride carbonica grazie a un aumento della produzione di ossigeno. “Se l’obiettivo sarà raggiunto – conclude il pezzo – si apriranno le porte di una rivoluzione per un’energia pulita al 100%”.

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