Sembra un sogno, ma non è. Almeno non più. Le discariche sono un problema in ogni luogo del mondo, ma lo sono in particolare in Italia che ha un territorio fragile, molto esposto agli eventi sismici, molto vulnerabile dal punto di vista idrogeologico. Orbene, da Londra arriva la notizia che i rifiuti possono essere la base per risolvere l’inquinamento da trasporti. Lo si legge da un articolo del 29 agosto apparso sulle colonne di Repubblica (pagina 31). “Il Dipartimento dei Trasporti di Sua Maestà britannica – si apprende dal pezzo – ha deciso di stanziare 22 milioni di sterline quasi 24 milioni di euro per lo sviluppo di un carburante derivato dai rifiuti e utilizzabile dagli aerei e dai camion”. E’ la risposta avveniristica agli allarmi sulla qualità dell’aria, in continuo peggioramento.

La notizia è sorprendente. “Il combustibile ottenuto dal trattamento dei rifiuti sarebbe molto simile a quelli tradizionali e dovrebbe poter permettere un utilizzo dei motori già esistenti senza grosse modifiche”.

Si legge inoltre che si lavora a creare entro il 2021 cinque impianti per la produzione del carburante non inquinante e che entro il 2030 valgano 600 milioni per l’economia britannica e garantiscano 9800 nuovi posti di lavoro.

“I nuovi test – conclude il pezzo – cominceranno già da venerdì prossimo: gli esperimenti condotti finora si sono svolti in laboratorio, ma adesso è arrivato il momento di verificare la applicabilità pratica dei risultati ottenuti da aziende europee e statunitensi. A partecipare alle sperimentazioni saranno almeno 70 gruppi”.

Fra loro c’è la la Lanzatech, che lavora in collaborazione con la compagnia aerea Virgin di Richard Branson, la Bp e la statunitense Fulcrum BioEnergy, che produce biocarburanti dall’immondizia casalinga.

Ma come funziona il procedimento? Si basa in sostanza sull’accelerazione controllata dei processi di decomposizione dei materiali organici. vengono raccolti in un “bioreattore” dove avviene la fermentazione controllata. I batteri individuati dalle aziende (che ovviamente sono diversi per ogni partecipante ai test) favoriscono la scomposizione delle materie organiche, consumano i gas e fanno crescere la biomassa, producendo allo stesso tempo etanolo.

E quali sono i rifiuti che possono essere tratTATI?

Sia i residui casalinghi che quelli derivati dalle lavorazioni degli idrocarburi, ad alta percentuale di carbonio, ma anche i gas carichi di anidride carbonica vengono riciclati all’origine e convertiti in combustibili liquidi a bassa emissione.

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