La lampadina a basso consumo più efficiente del mondo? Non è nata nella Silicon Walley o in una Università high tech del mondo occidentale. “Illumina le baracche degli slum di Manila”, scrive Sergio Ramazzotti (La Repubblica delle Donne del 24 marzo 2018; pagine 42-50): ed “è tutta di plastica, dura per sempre, consuma zero elettricità… non inquina e soprattutto non costa nulla”. Riempita di acqua e candeggina, raggiunge la potenza di 55 watt. Chi l’ha inventata? Alfredo Moser, un meccanico brasiliano, nel 2002.

FATE LUCE
E’ una lampada a rifrazione di luce solare che si può realizzare a partire da una bottiglia in plastica di Coca-Cola. Sette anni dopo è l’ingegnere del Mit Atny Smith – prosegue Ramazzotti nel suo racconto – che “installa lampade simili nelle baraccopoli di Haiti, e la stampa internazionale le attribuisce il titolo di “geniale inventrice” della bottiglia solare”. Nel frattempo, svariate bottiglie compaiono negli slum della Colombia, del Kenya e dell’India, con altrettanti “inventori” che si arrogano la paternità dell’idea.
Ed infine nel 2011 le bottiglie approdano nelle Filippine per iniziativa di lllac Diaz, rampollo di una buona famiglia di Manila, per metà di sangue italiano, alle spalle una breve carriera di attore, una zia Miss Universo, una laurea a Harvard. Diaz fonda la ong lsang Litrong Liwanag (in tagalog, Un litro di luce), che presto diventa Liter of Light, tramite la quale comincia a distribuire migliaia di bottiglie nelle baraccopoli filippine…

YOLANDA
E quando, nel 2013, le Filippine vengono colpite da uno dei più violenti tifoni tropicali mai registrati (Yolanda) che devasta il paese lasciando 16 milioni di persone senza casa e senza luce, ecco un altro giro di vite: l’emergenza spinge Liter of Light a sviluppare una lampada autosufficiente che funzioni anche di notte. Come? “Modificano la solita bottiglia aggiungendo una luce a led, un piccolo pannello solare, una batteria e un semplice circuito elettronico… Eccoci così alla diffusione su larga scala di un’illuminazione ecosostenibile e a costo quasi nullo in tutte le comunità del pianeta che ancora non hanno accesso all’energia: secondo la stima delle Nazioni Unite, oltre un miliardo di persone”.

Condividi su