Da tempo gli esperti si dividono in due gruppi: quelli che pensano che l’intelligenza artificiale sia una minaccia per l’occupazione e, di contro, quelli che sostengono che la rivoluzione di industria 4.0 porterà meno operai in fabbrica, ma nuove professioni dentro, attorno e fuori i luoghi di produzione.

Al primo gruppo appartiene senza dubbio Stephen Hawking,  astrofisico inglese fra i più influenti e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo. In un articolo su The Guardian, afferma che l’aumento dell’automazione stia decimando i posti di lavoro, peggiorando la disuguaglianza sociale e provocando notevoli sconvolgimenti politici. Il fisico afferma che ai posti di lavoro tradizionali si sostituiranno professioni con ruoli creativi e funzioni di vigilanza e controllo”.

Se è sicuro che certamente ci saranno perdite di occupati nel settore manifatturiero, non di meno vi saranno anche importanti benefici per tutti, sia dal punto di vista lavorativo, sia nella vita di tutti i giorni. Lo afferma Antonella Pellegrini in un suo commento del 10 luglio 2017  – http://elettronica-plus.it/come-cambia-il-lavoro-con-lintelligenza-artificiale_91218/

La domanda fondamentale segue di poco: come sopravvivere ai cambiamenti?

La tendenza all’automazione, partita nel secondo Novecento con la robotica e la cybernetica, sarà ancor più accentuata rispetto al passato. Il futuro è nelle mani dell’intelligenza artificiale, cioè “la possibilità di avere a disposizione sistemi intelligenti, funzionanti giorno e notte, a costi minimi”. Oggi si parla però di manifattura 4.0, ossia di portare un passo più avanti il rapporto uomo-macchina entrambi intesi come poli di intelligenza che sono sullo stesso piano e che collaborano. Si tratta di un modello che manda in soffitta la catena di montaggio robotizzata, dove la macchina tendeva a sostituirsi (ed a escludere) la risorsa uomo. Non a caso Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee, rispettivamente direttore e ricercatore capo del Mit Center for Digital Business, nel loro libro “In gara con le Macchine. La tecnologia aiuta il lavoro?” hanno provato a proporre una risposta, che vede il nuovo lavoro umano strettamente connesso al funzionamento delle macchine artificiali.

 

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