Infrastrutture ed energia. Sono questi gli argomenti prioritari al centro del summit che si è tenuto lunedì 5 febbraio 2018 a Roma con il presidente turco Erdogan. Ne parla il Messaggero in un articolo (6 febbraio 2018, pagina 3), occasione per richiamare i dati dell’interscambio sull’asse Roma-Ankara: l’Italia è terzo partner per interscambio con la Turchia (16 miliardi su un totale di 308 miliardi di euro nel 2016), preceduto da Germania e Cina. Nei primi sei mesi del 2017 l’interscambio Italia-Turchia è aumentato dell’8,75%, con un +2,3% di importazioni e un +18,3% di esportazioni verso l’Italia.

I dati forniti dall’Ice parlano di grandi potenzialità di sviluppo della Turchia, diciassettesima economia del mondo, sesta in Europa. “Il Pil è cresciuto con una media annua del 5% dal 2004 al 2016. Ma una nuova spinta, è la promessa, arriverà dall’elettromedicale, da costruzioni e logistica, energia e dintorni, ma anche smart technology e meccanica strumentale”. Il settore energia e rinnovabili è senz’altro uno dei più importanti in Turchia per potenziale d’investimento e per progetti in campo che vedono in prima linea le imprese italiane. Ma va tenuto d’occhio anche lo sviluppo delle infrastrutture in vista del centenario della Repubblica turca nel 2023. E del piano di privatizzazioni messo in cantiere, che rappresenta una delle priorità nell’agenda economica turca dei prossimi anni.

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