E’ oramai noto che l’innovazione tecnologica e l’implementazione di nuove forme di approvvigionamento, a partire dalla produzioni da fonti rinnovabili, apre la via a un maggiore coinvolgimento degli utenti nella gestione del proprio fabbisogno energetico. Da qualche anno infatti le società fornitrici non forniscono più servizi indistinti per ciascun cliente. Oggi il rapporto con gli utenti si spinge sino alla personalizzazione dei consumi energici. E il coinvolgimento che può andare anche oltre, cioè giungere a un cambio di prospettiva per cui il consumatore diventa produttore sino al punto di ipotizzare l’utilizzo di energia come “moneta di scambio”. Ne parla in un ampio articolo dedicato ai nuovi comportamenti dei consumatori il Messaggero (5 giugno 2018, pagina VII).

CONSAPEVOLEZZA
Vi si apprende tra l’altro che è cambiata anche la consapevolezza dei consumatori sugli impatti socio-ambientali de consumo. “Con il 96% degli italiani convinti della necessità di investire sulle energie rinnovabili, il 70% che utilizza elettrodomestici a basso consumo energetico e il 56% che ritiene molto sentito il tema della sostenibilità”.
Insomma, la transizione energetica non si esaurisce solo nell’indirizzo a cambiare fonte di energia per illuminare o scaldare la propria casa, perché il digitale permette ai consumatori di prendere decisioni autonome e adottare modalità accorte di gestione delle proprie risorse.

IL DECALOGO
L’articolo si conclude con il “Decalogo dei buoni comportamenti” in cui emergono alcuni aspetti interessanti:

1. Lasciare i caricabatterie in presa può costare fino a 40 euro annui in bolletta
2. Il 10% dei consumi di un apparecchio è imputabile allo stand-by
3. Per ogni litro di benzina vengono rilasciati in atmosfera oltre 2,5 Kg di CO2
4. Il 40% dei consumi globali è generato dall’uso dell’energia in casa
5. 79 mila sono le tonnellate che compongono l’isola di plastica che galleggia negli oceani. E ogni anno si aggiungono da 4 ai 13 milioni di tonnellate di plastica.

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