I Comuni italiani classificati come appartenenti alle “aree interne” sono circa la metà: 4.181. E la superficie che sommano equivale al 59,6% de territorio italiano. Più ridotta (ma mica tanto) la quota degli abitanti che risiedono in zone lontane dai centri principali: 13 milioni e duecentottantamila.
L’osso d’Italia si potrebbe definire, prendendo a prestito una metafora di Manlio Rossi Doria. Troppo distante dalla “polpa”, cioè le zone più servite. Da sempre dimenticato. Ma c’è una novità.
La novità consiste in dodici programmi e 71 progetti pilota destinati a creare sviluppo, con la Snai, la Strategia Nazionale per le Aree interne, con la quale l’Agenzia della Coesione intende impegnare 600 milioni di euro. Si va dagli ospedali virtuali di montagna, all’ostetrica di comunità, alle reti scolastiche diffuse.
Anche ospitano il 22,3% della popolazione italiana, meno di un terzo, è anche vero che si tratta di comuni che appartengono a territori ricchi di storia e cultura oltre che di risorse ambientali importanti, come acqua, sistemi agricoli, boschi.

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