«Questa manovra è rivolta al Sud», dice il ministro della Coesione Claudio De Vincenti in una intervista al Mattino del 18 ottobre (pagina 13), a firma di Nando Santonastaso. Un pacchetto di misure ad hoc per la crescita che, insieme con gli incentivi fondi, coinvolgerà i fondi privati in modo da determinare un effetto leva significativo, sotto forma sia di partecipazione azionaria che di credito per le imprese meridionali che vogliono crescere e competere. “A che punto è la procedura per l’avvio delle Zes in Campania e Calabria? Riuscirà a evitare lo scontro Napoli-Salerno sul fronte dei porti?”. E’ la prima domanda – obbligata – che il giornalista economico pone al Ministro, il quale risponde con diplomazia: «Non c’è nessuno scontro tra Napoli e Salerno: la proposta che sta elaborando la Regione Campania mette a sistema i due porti realizzando sinergie di grande rilievo a vantaggio di entrambi e di tutta l’economia della Regione”. E per le Zone economiche speciali i tempi sono ravvicinati, poiché il Governo sta predisponendo il Decreto del Presidente del Consiglio che definisce i criteri generali per la delimitazione di una Zes: sarà pronto a inizio novembre. Dopo di che sarà compito delle Regioni fare proposte e “quelle di Campania e Calabria – assicura – sono già a uno stadio avanzato di elaborazione». Ma è sul senso della manovra in chiave Mezzogiorno che si concentra la parte più importante dell’articolo. De Vincenti non ha dubbi: è una legge di Bilancio rivolta al Sud. Aldilà della riproposizione del bonus Sud al 100%, vi si trova un vero e proprio pacchetto di misure che si rivolgono al Sud:

• rifinanziamento della decontribuzione al 100% per i nuovi assunti a tempo indeterminato nel Sud;
• aumento delle risorse a disposizione del credito d’imposta per investimenti nelle Regioni del Mezzogiorno;
• istituzione del Fondo imprese Sud, ossia un Fondo di investimenti per il sostegno alla crescita dimensionale delle piccole e medie imprese meridionali;
• incremento della dotazione complessiva del Fondo Sviluppo e Coesione per finanziare ulteriori investimenti pubblici in campo infrastrutturale, ambientale e dei beni culturali.

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