GIANFRANCO VIESTI – Il Messaggero

“… Si dirà: il Sud ha seguito la sirena del reddito di cittadinanza, ha espresso una richiesta di nuove risorse, di nuove reti di protezione e nuovi mediatori. Può darsi. Ma può darsi anche che il Sud abbia voluto far sentire, nelle forme della democrazia rappresentativa, la sua opinione, il suo scontento, la sua rabbia. La sua richiesta di diritti di cittadinanza pari a quelli del resto del paese; di un futuro in cui sperare, in cui investire… Chissà che ad un certo punto della sua storia il Mezzogiorno, dopo decenni di lealtà ad un ceto politico sempre più immiserito, e di fronte all’ipotesi dell’uscita astensionista, non abbia invece voluto sperimentare la terza ipotesi: alzare la voce per farsi sentire, gridare per non piegare la testa o voltarla dall’altra parte. Un voto che non porta lontano, di cui gli stessi meridionali si pentiranno? Può darsi, vedremo. Ma intanto il Sud dimenticato e che non conta niente ha deciso le elezioni, e ci ha insegnato che vale la pena di capirlo meglio, di provare a coltivare le sue energie migliori, di restituire una prospettiva ai suoi cittadini; di prenderlo un po’ più sul serio.

6 marzo 2018 – pagine 1+39

 

MICHELE SERRA – La Repubblica

“… Quello che conta e accorgersi, dalla sera alla mattina, che quel’ grande pezzo di paese, proprio come dicevano i bisnonni che scrivevano di questione meridionale, i nonni che ne riscrivevano, i padri che credettero di risolverla con i soldi pubblici e le clientele, infine noi altri che ce ne siamo prevalentemente fregati, beh quel grande pezzo di paese è povero e abbandonato, impolitico e arretrato. Anti-europeo non per scelta, ma per la forza delle cose. Se uno si dimentica di un problema, o finge di non averlo, prima o poi il problema gli salta addosso a tradimento. Si chiamava questione meridionale, si chiama rimozione meridionale”.

7 marzo 2018, pagina 33

UGO MAGRI – La Stampa

“… Chi, ad esempio, ipotizza un governo a trazione grillina, magari sostenuto dal Pd, deve domandarsi che cosa accadrebbe se la promessa del reddito di cittadinanza … venisse messa in pratica: si trasformerebbe in un bonus soprattutto per i disoccupati del Sud. E il Nord, che voleva un taglio della spesa pubblica improduttiva per abbassare le tasse, si ritroverebbe a pagare il conto delle promesse che hanno aiutato i cinquestelle a diventare primo partito. Prevedere rigurgiti secessionisti sarebbe forse esagerato. Ma tenere a mente il caso catalano comunque non guasterebbe”.

7 marzo 2018, pagina 28

 

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