EDICOLA MEZZOGIORNO / IL MALE OSCURO CHE FRENA IL SUD – Il pensiero di Alessandro Barbano

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Ampio stralcio dall’ultimo libro di Alessandro Barbano proposto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 marzo 2018. Il giornalista e scrittore leccese, direttore del «Mattino», è autore del volume «Troppi diritti. L’Italia tradita dalla libertà» (Mondadori, in uscita nelle librerie il prossimo 3 aprile).

Ne proponiamo qualche brano come invito alla lettura.

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“Se l’Europa ha ancora una speranza, il Sud è il suo banco di prova… Se l’Europa riparte, riparte riconquistando le periferie perdute. Ma questa lezione, vista dal Sud, dice anche che i confini dell’antica questione meridionale coincidono con quelli dell’Europa…

Eppure, al Sud il dirittismo rivela la sua vocazione antieuropea, scopre il volto di tante minoranze organizzate, portatrici di interessi non comuni, ma comunardi, coltivati sotto il campanile di piccole patrie… Queste minoranze sono strutturalmente ostili, verso l’esterno e anche al loro interno, perché portano dentro di sé una irresolubile divisività.

… Il dirittismo mostra quanto sia nocivo il suo sale aspro al nuovo germoglio della democrazia, dividendo il Sud in due racconti uguali e contrari. Sostanzialmente inutili. Ma in grado di occupare tutto lo spazio pubblico del dibattito sul futuro di un Paese duale. E di elidersi a vicenda.

… C’è il racconto dei vinti. Tanto improbabile quanto suggestivo, tanto sconnesso dal tempo e dalla storia quanto performante nel presente. È un racconto di torti subiti. Che lega il vittimismo neoborbonico alla critica della memoria americana o all’idea di una patria catalana.

…Il ritorno della storia ha forme inaspettate… La mistica delle cause perdute si sviluppa da sempre dentro comunità che hanno vissuto fratture laceranti. Trasforma il trauma subito in un collante di soggettività collettive, attraverso un processo che si completa in quattro fasi successive:

  • la ferita narcisistica non elaborata;
  • la proiezione del torto subito sul nemico etichettato come traditore, che funge da autoassoluzione;
  • l’idealizzazione della nuova coscienza ridefinita in forme rituali, che aggrega il consenso di un nucleo centrale attorno a un nuovo progetto civile;
  • infine la costruzione di una narrazione popolare diretta ad attivare un fenomeno collettivo.

Il dirittismo al Sud negli ultimi vent’anni ha infiltrato un baco nella struttura dei partiti. L’ha svuotata della residua coscienza meridionalista, che fungeva da collante, e l’ha sostituita con una retorica sudista (…).

A Trento la spesa comunale per gli asili nido e gli altri servizi socio-educativi per la prima infanzia è di 3545 euro per ogni bambino residente. A Roma è ancora di 2843, ma a Vibo Valentia scende a 46 euro, a Catanzaro a 38 e a Reggio Calabria a 19.11 Questa sperequazione è figlia del ritardo e dell’incapacità delle classi dirigenti meridionali, ma anche di un federalismo fiscale che non funziona in un Paese duale.

… In tutta la stagione politica della cosiddetta Seconda Repubblica, la minorità infrastrutturale del Mezzogiorno è diventata un divario spaventoso, come effetto anche di un rapporto perverso che si è instaurato nel Paese tra governi, partiti e alta tecnocrazia.