Gli investimenti pubblici con risorse nazionali effettuati nelle regioni del Mezzogiorno sono di circa il 20% inferiori rispetto agli impegni che l’Italia ha assunto con l’Unione Europea e questo rischia di vanificare l’efficacia della politica di coesione e dei fondi strutturali Ue. Lo scrive Il Sole 24. Per questo motivo Marc Lemaitre, capo della Direzione Generale Politiche Regionali (Dg Regio, nel gergo della bolla bruxellese) la scorsa settimana ha inviato una lettera al governo per sollevare il problema, con dati precisi, e ricordare alle autorità italiane che di questo passo, quando si faranno i conti di chiusura del periodo 2014-2020, c’è il rischio concreto di una “correzione” del programma.

Senza un cambio di rotta, per l’Italia si profila un taglio delle risorse europee che nel periodo in corso ammontano a circa 44 miliardi di euro, compresi i fondi destinati all’agricoltura e alle aree rurali. L’annuncio di Lemaitre è giunto a margine della conferenza stampa al Comitato delle Regioni per l’apertura della settimana dedicata alla politica di coesione che è alla 17esima edizione e vede quasi 10 mila partecipanti, non solo dell’Unione.
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