La ripresa? C’è. La fuga del capitale umano? Continua. Le grandi aree del Sud? Arretrano rispetto al Nord. Il Pil? Cresce, ma cresce anche il rancore, la paura sociale, la xenofobia e la sfiducia nella politica. E’ questa la fotografia – luci e ombre – che emerge dal Rapporto Censis 51^ edizione, proposta da un articolo del Mattino di Giovanni Farese (2 dicembre 2017). Emerge soprattutto “la condizione del Mezzogiorno di un Paese diviso da un profondo divario economico e sociale, dove cresce l’occupazione ma il tasso di disoccupazione resta elevato, così come la fuga di «cervelli»”.

POLARIZZAZIONE

Il Rapporto è interessante perché registra un processo di polarizzazione in atto – tra città, famiglie, imprese e generazioni – che sfugge oramai alle più tradizionali linee di demarcazione territoriale Nord-Sud.

In termini di valore aggiunto delle città metropolitane «le grandi aree urbane del Sud, quelle di Napoli, Palermo e Catania, hanno registrato un vero tracollo, perdendo circa il 14%», con Napoli in testa. “Ma la realtà – si legge nell’articolo – è più complessa di così.

LE LUCI

LE OMBRE

SOLITUDINE

Ma il dato forse più agghiacciante è che quasi due terzi degli italiani (64%) ritiene che «la voce del cittadino semplicemente non conti nulla».

“La strada maestra è nota – conclude Farese-; un rilancio coraggioso della politica di sviluppo dell’occupazione (di qualità) e dei redditi (da lavoro), specie nel Mezzogiorno; una riconversione degli scopi, anche del vivere insieme, troppo spesso sottomessi a un neo-individualismo centrato sul «piccolo benessere soggettivo» che rischia di cedere il passo alla solitudine della sera”…

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