In un’intervista a Il Mattino il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli , parla delle operazioni per risollevare le sorti del Sud Italia e di criminalità. Per salvare il territorio del Mezzogiorno, secondo Sangalli sono 2 gli interventi prioritari, ovvero il potenziamento delle infrastrutture e sfruttare i fondi strutturali europei concentrando gli sforzi sul turismo e sulla vivacità imprenditoriale giovanile e femminile.
Nell’intervista Sangalli parla anche del ministro per la Coesione, Claudio De Vincenti, il quale ha ricordato che per i prossimi anni ci sono 115 miliardi da investire al Sud. «È fondamentale che le risorse a disposizione vengano spese bene soprattutto al Sud per garantire l’ancoraggio di quest’area ai flussi di trasporto nazionali e internazionali», spiega il presidente di Confcommercio che si sofferma anche sul caso di un commerciante napoletano, Ciro Scarciello, il quale dopo aver denunciato in televisione il peso che ha la camorra nel suo quartiere, rischia di chiudere perché non ha più clienti. «Innanzitutto esprimiamo tutta la nostra solidarietà a questo imprenditore – dice Sangalli – a cui la nostra associazione di Napoli ha già offerto il suo sostegno. Nei primi nove mesi del 2016 a Napoli hanno chiuso 11 mila imprese del commercio e dei servizi. Questo è dovuto a un mercato poco sicuro, dove spesso la legalità è assente.

Per capire la gravità del fenomeno basti pensare che i costi economici e sociali dei fenomeni criminali sottraggono ogni anno alle imprese del commercio e ai pubblici esercizi 26,5 miliardi di euro di fatturato, con una perdita di 180 mila posti di lavoro regolari». «In due parole servono prevenzione e repressione, che si devono tradurre in maggiore diffusione della cultura della legalità e in controlli serrati e pene certe», conclude Sangalli.

 

 

(Fonte: Il Mattino; Sangalli: gap infrastrutture e criminalità, perdiamo 26 miliardi di fatturato annuo; 30-01-2017; Pagina 11)

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