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Non c’è un solo Sud, ormai è chiaro. Il Mezzogiorno è inferno e paradiso, le proporzioni variano dai punti di vista. C’è stato e ancora c’è il Sud di mafia, ndrangheta, camorra (per la verità con molte tracimazioni territoriali, ormai). Ma nessun luogo ha pagato come il Sud un alto tributo di sangue nella lotta alla illegalità e al crimine. E così via.

La lettura del Mezzogiorno che si racconta per opposti o due facce della medaglia, torna in un articolo di Famiglia Cristiana in edicola fino al 24 luglio, a firma di Antonio Sanfrancesco (pagina 21). “C’è il Meridione dei treni a binario unico – si legge -, ma anche quello della gara di solidarietà nel donare il sangue per i feriti”.

Il Sud del dramma, terribile e insensato; e quello della sorprendente solidarietà umana che “per dirla con le parole di Raymond Carver, evocate dal pezzo, nell’enormità del male e della sventura» unisce gli uomini nella consapevolezza della propria umanità dolorosa…”.

L’articolo rimarca che nel Sud si trova gran parte dei 2.700 chilometri di linee ferroviarie date in concessione con binario unico e spesso con il vecchio sistema di controllo della telefonata del capostazione, com’è accaduto nel tratto maledetto tra Andria e Corato…

Si apprende quindi che il ripetitore di segnale, che blocca automaticamente il treno in caso di errore umano, è attivo solo su 70 dei 531 chilometri della rete ferroviaria
pugliese…

(a cura di Asco)

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