Efficienza energetica, reti di trasmissione, sostenibilità. Sono i grandi temi su cui Marco Zigon, presidente della Fondazione Matching Energies, incentra il suo intervento durante il webinar organizzato il 14 luglio in collaborazione con l’associazione Merita, che fa capo all’ex ministro della Coesione, Claudio De Vincenti. Il tema trattato, “Una scossa al Paese. Pulita, verde, sostenibile: l’energia che serve”, offre lo spunto per una serie di riflessioni sul futuro del sistema energetico. “Il tema delle reti, in particolare il tema delle interconnessioni transnazionali, diviene fondamentale”, spiega Zigon nella sua relazione. “Reti e consumi – aggiunge – sono i due versanti fondamentali del grande tema dell’efficienza energetica. Le reti devono sposare le nuove tecnologie e la dimensione digitale 4.0 per poter essere smart per ridurre al massimo le dispersioni ed offrire standard di efficienza sia in termini quantitativi che qualitativi”. L’analisi dell’imprenditore napoletano prende ovviamente in esame la situazione del Sud e della Campania. “Da questo punto di vista – dice riferendosi sempre al tema delle reti – il Mezzogiorno non parte avvantaggiato a paragone col resto del Paese. Diverse fonti statistiche concordano nel segnalare una qualità del servizio di fornitura inferiore nel Mezzogiorno – e segnatamente in Campania – rispetto ad altre aree del Paese e dell’Europa. Parlando della rete MT, si evidenzia che il numero medio di buchi di tensione è stato più che triplo in Campania e Mezzogiorno nel 2017 rispetto al Centro Nord (Il sistema di monitoraggio campionario di RSE). Inoltre, secondo una rilevazione di Banca d’Italia del 2015, il 38% delle imprese campane giudicava le carenze nelle reti energetiche (e idriche) come ostacoli rilevanti per l’espansione della propria attività, a fronte del 28 per cento al Centro Nord”. Quanto alla mobilità, strettamente connessa alla gestione delle reti, Zigon individua due priorità: incremento della mobilità da fonti convenzionali con incentivi alla riduzione degli effetti inquinanti; sviluppo della mobilità elettrica, con incentivi ad hoc. “La sfida che abbiamo avanti come Paese – aggiunge – è quella di mantenere su livelli strettamente indispensabili gli eventuali ulteriori incentivi, puntando sul raggiungimento della market parity, vale a dire sulla integrazione piena delle energie rinnovabili nel mercato, per fare in modo che le produzioni da energie rinnovabili si autosostengano”. Si ritiene cruciale, secondo il presidente della MEF, “la funzione degli investimenti innovativi nelle reti per gestire in modo adeguato intermittenza e generazione distribuita. L’obiettivo è raggiungere la massima integrazione nel sistema di trasmissione e distribuzione di impianti di energia rinnovabile, accumuli e batterie, oltre che connessione e disconnessione di impianti flessibili a gas. La discontinuità della produzione di energia da fonte rinnovabile può essere efficientata solo con la connessione in reti predisposte per la gestione delle fonti rinnovabili e delle possibilità di accumulo”. Dal punto di vista della crescita economica, invece, il mercato energetico ha ampie potenzialità. In Italia, secondo quanto risulta dai dati citati durante il webinar, il comparto dell’industrie elettrotecniche ed elettroniche occupa 500.000 addetti con un fatturato aggregato (a fine 2018) di 80 miliardi di euro. Si tratta di aziende fornitrici di sistemi e soluzioni tecnologiche all’avanguardia, sono espressione dell’eccellenza tecnologica del made in Italy, risultato di importanti investimenti annui in Ricerca e Innovazione.

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