Ampia e interessante l’inchiesta che Luca Pagni sullo stato dell’arte in Italia delle energie rinnovabili (Affari e Finanza, 21 novembre 2016, paggi 1+8/9). Efficace anche il titolo che sintetizza egregiamente una situazione: “L’energia tira il freno, ferme le rinnovabili, obiettivi CO2 a rischio…”.
Vediamo uno per uno i problemi che sono all’attenzione del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda e che riguardano l’esigenza di avere una strategica energetica nazionale di lungo respiro.

IL FRENO
Le rinnovabili rallentano una crescita che in anni recenti è stata ragguardevole. “L’Italia ha toccato il suo apice nel settore green energy– si legge nell’incipit dell’ampio articolo – nel 2014 grazie all’apporto “storico” della quota di idroelettrico e alla crescita dell’eolico”. Ma da quell’anno si è ridotta la spinta di incentivi assegnati ai produttori di solare a partire dal 2009: un sostegno “che ha garantito per qualche anno rendimenti a doppia cifra”. Tra il 2014 e il 2015 le rinnovabili in Italia hanno toccato il loro punto più alto, ma a prezzo di una bolletta energetica per gli italiani che ha superato la media di 9 miliardi all’anno. Tre successivi interventi in materia, introdotti dai governi che hanno preceduto l’attuale, sono stati altrettanti colpi di freno.

LA PROPOSTA
Fino alla situazione di stallo di oggi, che vede la macchina delle rinnovabili procedere a folle. Con il rischio che, perduta la spinta, gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della Conferenza di Parigi (COP21) possano essere disattesi. Una ipotesi che gli operatori vorrebbero scongiurare invitando il governo a prendere in esame un piano di “repowering”, ossia il rinnovo tecnologico del parco impianti esistente. In altri termini l’idea è –spiega Luca Pagni – “sostituire i vecchi impianti utilizzando gli stessi siti senza sprecare ulteriore suolo”.
Altre soluzioni vengono dalla tecnologia delle emissioni zero o al servizio dell’efficienza energetica dalle auto elettriche alle pompe di calore per il riscaldamento delle abitazioni, fino alle piastre a induzione che sostituiscano i tradizionali fornelli a gas.

I DATI
L’inchiesta offre una serie nutrita di numeri e dati, che torna utile leggere come bullet point.

2009-2014
• 9 miliardi l’anno è il costo della bolletta energetica degli italiani dovuto agli incentivi alle rinnovabili
2012-2015
• La fattura energetica nazionale passa da 64,9 miliardi a 35,8 miliardi
2012-2013
• 67 mila i posti di lavoro diretti e 137 mila l’indotto creati dalla green energy in Italia
2014
• 37,5% è la percentuale massima di energia prodotta da rinnovabili sul totale. La quota di copertura del fotovoltaico italiano giunge al 9% (media Ue 3,5%).
2015
• 23,3% sono i terawattora di energia elettrica prodotta dagli impianti solari pari a 8,7% di tutta la produzione netta nazionale e 7,5% della domanda
2014
• 1,57° è l’aumento medio della temperatura italiana rispetto alle medie 1961-1990
Entro il 2030
• 38% è la quota di riduzione di CO2 assegnata all’Italia da Cop21 (accordo di Parigi)

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