L’indagine rapida del Centro Studi di Confindustria segnala a maggio una flessione di -1,4% della produzione industriale. Dato che segue una caduta di -1% in aprile. Nel secondo trimestre 2022, la variazione acquisita della produzione industriale sarebbe di -0,6% rispetto al 1° trimestre, in cui si era già registrato un calo di -0,9% rispetto al trimestre precedente. E non basta. Le indicazioni provenienti dalle diverse indagini degli ultimi mesi restituiscono un quadro negativo. “Il prolungarsi dell’incertezza dovuta al conflitto contribuisce a indebolire il tessuto produttivo italiano, specie nel Mezzogiorno a fronte della inevitabile volatilità degli andamenti congiunturali che caratterizzano l’attuale contesto economico internazionale”. Parla Marco Zigon (in foto), presidente della Fondazione Matching Energies e di Getra, gruppo industriale leader nella produzione di trasformatori elettrici e di sistemi di interconnessione delle reti elettriche, non perde il gusto del cauto e ragionato ottimismo. La sua opinione sugli scenari dell’energia conseguenti alla guerra in Ucraina l’ha espressa in un intervento al Festival dell’economia di Trento, dove ha partecipato a un panel condotto da Claudio De Vincenti, presidente onorario della Fondazione Merita. Il Sudonline lo ha intervistato.
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