“Nel dibattito internazionale sulle prospettive dell’economia, comincia a emergere, anche per le sofferenze dei mercati finanziari, un tema finora sottovalutato. La stagflazione sembrava, infatti, un pallido ricordo del passato, specialmente nelle forme assunte negli anni Settanta per effetto delle crisi petrolifere e dell’interruzione dello sviluppo propulsivo dei due decenni precedenti. La frattura fu netta, perché vennero duramente colpiti i Paesi impreparati a un’innovazione di fondo e fu inferto un colpo inaspettato alla teoria keynesiana”. E’ il pensiero espresso dall’economista Amedeo Lepore (in foto) sul quotidiano Il Mattino nell’edizione del 9 ottobre 2021. “L’inflazione non era affatto moderata e non accompagnava la crescita, ma si abbinava, in un cocktail micidiale, alla stagnazione economica. Da allora in poi, le strategie espansive per risollevare l’economia globale si sono sempre più rarefatte e il mondo si è incamminato in una quasi ininterrotta “età di crisi”, secondo l’espressione coniata da Antonio Di Vittorio”, aggiunge Lepore.

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