MEZZOGIORNO / Le proposte – Il Manifesto delle 3 E arriva in Parlamento

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foto8-copertina-definitivaRoma, 29 aprile – Camera dei deputati. In Aula si discute dell’Italicum e il presidente del Consiglio Renzi ha chiesto la fiducia.  Il clima è teso. La polemica è aspra. Ma in una saletta stampa della Camera, Fondazione Matching Energies e il Denaro / Napoli 2020 incontrano una rappresentanza dell’intergruppo parlamentare per il sud, guidato dal coordinatore Luigi Famiglietti.

Tocca all’economista Paolo Savona riassumere le proposte emerse dal un lavoro di circa dieci mesi, che parte da Ischia – giorno in cui si decise di stendere il testo del manifesto delle 3E – Economia, etica ed estetica – e passa per tre seminari e un convegno. Con Dario Scannapieco, vice presidente Bei (economia).  E poi Raffaele Cantone, presidente Autorità Anticorruzione (etica). Con il fotografo Oliviero Toscani (estetica). E infine, nel marzo scorso, con Yoram Gutgeld, consigliere economico del governo Renzi.

 

Un percorso a tappe che sfocia in un primo incontro con gli esponenti del potere legislativo, al quale seguirà – nelle intenzioni dei promotori del Manifesto – un nuovo appuntamento quando, dopo il 31 maggio, saranno insediati i presidenti di Regione di Campania e Puglia.

 

All’incontro del 29 aprile alla Camera hanno partecipato i parlamentari Sebastiano Barbanti,Giovanni BurtoneFrancesco CarielloAntimo CesaroStefania CovelloTommaso CurròMarco Di LelloErnesto MagornoTeresa Piccione,Girolamo Pisano e Paolo Russo.

Presente e dialogante, in rappresentanza del governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti con l’Europa, Sandro Gozi,.

L’occasione è stata utile per prendere un contatto formale tra i deputati e i promotori della rassegna Napoli 2020 (principalmente Il Denaro e la Fondazione Matching Energies), illustrare i contenuti del Manifesto (Paolo Savona), concordare sull’utilità di avviare una collaborazione, convenire sulla necessità di tenere a breve un pubblico confronto.

Il Mezzogiorno deve tornare a essere centrale nelle attenzioni e proposizioni dell’esecutivo, perché il Paese ha bisogno di coesione per ritrovare forza e credibilità, dentro e fuori. “Questa consapevolezza – si legge in una nota pubblicata dal sito del Denaro – sembra attraversare tutti i partiti, da destra a sinistra passando per il Movimento 5 Stelle, ai quali non sfugge il recupero di legittimazione che potrebbe derivare da politiche rivolte al rilancio di un’area più grande e popolosa di gran parte dei paesi dell’Unione.

Prende la parola anche il presidente della Fondazione Matching Energies Marco Zigon, il quale si sofferma sui divide infrastrutturali che scavano un solco tra un terzo del Paese e il resto della nazione. Inoltre rimarca che al Sud qualcosa deve cambiare e che le soluzioni non caleranno dall’alto.  “Deve cambiare anzitutto il contesto – spiega – che non facilita la crescita quantitativa e qualitativa dell’indotto, oggi determinante in una economia basata sulla efficienza delle filiere e sulla qualità della supply chain. Il Sud – conclude Zigon – è una realtà in cui esiste un forte individualismo. In un contesto sociale non “ordinato” e non “regolato”, la soluzione più vicina sembra il cavarsela da soli”. La consuetudine a “cavarsela da soli”, tuttavia, collide con una esigenza oggi fondamentale: fare squadra e fare tessuto connettivo. Una condizione indispensabile, oggi, per creare sviluppo”.