NAPOLI QUOTIDIANA – Mattino e Corriere chiamano al confronto istituzioni e imprese

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Una settimana davvero speciale, quella che si è aperta al Teatro Mercadante lunedì 11 dicembre, con l’iniziativa del Mattino dedicata ai giovani (“Avere 20 anni a Napoli”) e si è conclusa con la sesta ed ultima tappa di Casa Corriere 2017, giovedì 14 dicembre, al Chiostro di Sant’Agostino alla Zecca.

Speciale perché in quattro giorni sono passati in città il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e due ministri: Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Claudio De Vincenti (quest’ultimo presente nel panel di entrambi gli appuntamenti come responsabile del dicastero Mezzogiorno e Coesione territoriale). E in entrambe le occasioni la Fondazione Matching Energies e la Getra hanno collaborato al successo delle due manifestazioni, con il presidente Marco Zigon che ha svolto il ruolo di protagonista del dibattito.

 

STAFFETTA GENERAZIONALE

La giornata che il quotidiano diretto da Alessandro Barbano ha dedicato alle “ragioni per restare e per tornare” dei tanti giovani del Sud costretti all’esodo per mancanza di futuro ha visto il neo cavaliere alla guida della Fondazione prendere parte alla discussione dedicata al tema dell’innovazione quale opportunità per cambiare e vincere, se “da vittime” presunte esse riescono a interpretare il cambiamento in quanto “attori di sviluppo”. C’è il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, l’ad di Invitalia Domenico Arcuri, il giornalista Oscar Giannino e numerosi altri ospiti. Intervistato dal giornalista economico del Mattino Nando Santonastaso, Zigon lancia una proposta – la staffetta generazionale – che può seriamente contribuire a favorire il passaggio di testimone alle leve della nuova generazione, naturalmente più predisposta a maneggiare linguaggi e tecnologie di Industria 4.0 e della trasformazione digitale. “Siamo chiamati – spiega Zigon – a trovare un sistema per agevolare il ricambio generazionale nelle imprese, almeno nei settori più strategici per la nostra competitività industriale. Dobbiamo farlo assicurando un impatto modesto sui conti pubblici. La formula vincente? Potrebbe essere permettere alle aziende di assumere due giovani per ogni lavoratore anziano in uscita. Un’idea che potrebbe piacere al ministro Calenda, principale artefice del progetto Industria 4.0

 

CITTA’ SEGRETA

Pochi giorni dopo, all’iniziativa del Mattino risponde il Corriere del Mezzogiorno. Al centro della sesta tappa di Casa Corriere di giovedì 14 dicembre c’è la riflessione coordinata dal direttore Enzo d’Errico: il Mezzogiorno riaccende i motori dello sviluppo se riparte dalla collaborazione sinergica fra i territori più vivaci e rappresentativi e, anche, più vicini, oggi che le distanze e le barriere orografiche non sono più un problema grazie alle connessioni del world wide web.

Una prospettiva inedita, che Massimo Deandreis, direttore di Srm, mette bene a fuoco presentando i dati di una ricerca esclusiva, quali si desume che Campania e Puglia insieme pesano in prodotto interno lordo quanto un Paese dell’Unione europea come il Portogallo o la Repubblica Ceca. Simile è la specializzazione produttiva, fondata sulle 4A (abbigliamento, aerospazio, automotive e agroalimentare) più farmaceutico. Simile la propensione ad esportare nelle principali aree mercato del mondo dei comparti più dinamici. Simile il blocco di partenza delle Zes, volute dal governo Gentiloni, che vede Napoli e Salerno svolgere sulla sponda tirrenica lo stesso ruolo del polo portuale e logistico di Bari e Brindisi. «La domanda che dobbiamo porci – continua il presidente della Fondazione Matching Energis –  è la seguente: cosa potrebbe diventare l’Italia se ci fosse un Mezzogiorno più unito? Se si sviluppassero sinergie fra regioni che hanno affinità e potenzialità?”.

Due regioni che offrono spaccati territoriali diversi, ma con tanti punti in comune. A partire dai punti di eccellenza, sia nel campo delle medie aziende che del mondo accademico. “Se queste due regioni – conclude Zigon – potessero collaborare, facendo un percorso virtuoso come è stato fatto nel Nord, potrebbero essere raggiunti risultati e create eccellenze. Un Mezzogiorno sinergico e unito, con numeri importanti, può dare forza al Paese Italia”.