LA MALFA: SE LA BANCA D’ITALIA SPRONA IL PAESE A RISALIRE LA CHINA “GRAZIE” ALLA CRISI

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“La pandemia di Covid-19 ha colpito profondamente il nostro Paese e i suoi effetti saranno molto pesanti per Napoli e il Mezzogiorno, che pure sono riusciti a evitare un collasso della sanità con il contenimento del contagio, grazie alla scelta obbligata del lockdown, a qualche eccellenza del territorio e al senso di responsabilità della maggior parte dei cittadini. L’economia ha tempi diversi da quelli ormai velocissimi del morbo, ma, all’inizio della prima fase di ripresa di un’auspicabile “nuova normalità”, si cominciano a vedere le ferite profonde di un tessuto già fiaccato dalle crisi
precedenti e molto debole dal punto di vista strutturale. Una condizione paradossale, esattamente opposta alle immagini di rara bellezza che hanno riservato la città, il suo paesaggio e il suo ambiente naturale, restituiti da una pausa di riposo forzato a un antico splendore. Il brusco ritorno alla realtà, dopo i mesi di sofferenza dovuti al virus e all’isolamento sociale, non devono riportarci al punto di partenza, come hanno sottolineato molti degli interventi che si sono sviluppati sul tema della “Napoli Nobilissima” da rifondare. La questione è di particolare importanza, specialmente se inserita nel quadro nazionale ed europeo, che rappresenta il riferimento indispensabile per contestualizzare i problemi della città e del suo ruolo all’interno del Mezzogiorno. A maggior ragione dopo il blocco
procurato dalla pandemia, Napoli non può rinchiudersi in sé stessa, accentuando una fase di declino e di perdita di scopo, ma deve fare di questa drammatica circostanza la leva per riprendere a ragionare da capitale civile, da metropoli dall’illustre passato, che può provare a ritrovare un influente futuro. Non sembri questa un’affermazione retorica, perché è proprio in momenti come l’attuale che si determinano discontinuità e svolte. Molto dipende dalla serendipity, molto altro dai cittadini, dalle istituzioni e dalla società”. Lo scrive Giorgio La Malfa, economista e presidente della Fondazione Ugo La Malfa, sulle colonne del Mattino (edizione del 30 maggio 2020).

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