In qualità di co-autori di un Policy Brief della Luiss School of European Political Economy, Stefano Micossi e Gianni Toniolo sulle colonne del Sole 24 Ore analizzano lo stato delle risorse disponibili per rilanciare l’economia dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Nell’articolo pubblicato il 23 aprile evidenziano innazitutto, in relazione all’Italia, come “nella fas attuale preoccupa la lentezza, segnalata da varie parti, con la quale la liquidità raggiunge i destinatari”. Sul medio termine, invece, i due analisti evidenziano “l’assenza di una visione che si concretizzi in programmi per l’utilizzazione dei fondi disponibili”. Quanto alle risorse comunitarie nell’articolo si legge che “la liberazione da ogni vincolo nell’uso dei fondi strutturali già assegnati all’Italia rende disponibili 23 miliardi di euro per spesa che non crea debito aggiuntivo. Vanno utilizzati immediatamente”. Dopo aver tratteggiato le difficoltà nell’accesso al Mef, per il quale secondo Micossi e Toniolo sarebbe stato meglio spendere il capitale politico dell’Italia al fine di negoziare condizioni vantaggiose più che in una ostinata opposizione allo strumento, gli autori dell’intervento arrivano a una conclusione che lascia poco spazio alle interpretazioni. “Negli ultimi venti anni – scrivono – la crescita italiana è stata frenata dall’incertezza generata dal circolo vizioso tra instabilità economica e instabilità politica. Esso va spezzato perché non succeda che le risorse disponibili vengano immobilizzate o disperse frustrando l’indispensabile rilancio dell’economia già a partire dalla prossima estate”.

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