Arriva l’accordo sull’idrogeno tra i 27 Stati Ue, al termine di un duro confronto tra i Paesi sostenitori del “green” e quelli che premevano invece per dare spazio alla produzione del vettore da gas e nucleare. Il Consiglio Europeo di venerdì 11 ha infatti approvato un compromesso che se da un lato assegna la “preferenza” all’H2 da rinnovabili, dall’altro sottolinea che “vi sono diverse tecnologie low-carbon sicure e sostenibili per la produzione di idrogeno che contribuiscono a una rapida decarbonizzazione”.
Nelle conclusioni sulla Strategia presentata a luglio dalla Commissione, il Consiglio rileva che, “dati gli attuali alti costi e la limitata disponibilità di idrogeno”, dovrebbe essere attribuita “preferenza alle aree già vicine alla fattibilità commerciale”. In particolare, “i cluster come le hydrogen valley sono un efficiente punto di partenza per lo sviluppo di tecnologie low-carbon sicure e sostenibili e applicazioni di grande scala”.
I 27 chiedono dunque alla Commissione di sostenere la creazione di cluster in tutta la Ue, “in particolare per i settori difficili da decarbonizzare, supportando al contempo gli Stati membri nel collegamento di tali cluster nel lungo-termine sfruttando il potenziale dei sistemi del gas naturale nella graduale conversione in sistemi basati sull’idrogeno”. Infatti, “le infrastrutture interconnesse di trasporto e stoccaggio gas della Ue offrono una vasta gamma di future opportunità per l’idrogeno”.
In questo senso, il Consiglio preme per l’inclusione dell’H2 nei piani di sviluppo decennali delle reti (Tyndp), nonché per “un’efficiente integrazione nella pianificazione delle reti tra idrogeno, gas basati sul metano ed elettricità”.
Inoltre, con riferimento “alle inevitabili emissioni di processo e a complemento della produzione di idrogeno da rinnovabili per permettere il decollo del mercato”, Ccs e Ccus “potranno avere un ruolo nella decarbonizzazione degli Stati membri che scelgono questa tecnologia”.
In ogni caso, “l’enfasi dovrebbe essere posta sull’idrogeno da rinnovabili” e la domanda addizionale per la produzione di H2 “dovrà essere presa in considerazione nella programmazione e sviluppo di nuova capacità da rinnovabili”.
Le conclusioni del Consiglio insistono poi sull’importanza di costruire una “catena internazionale del valore” con partner extra-Ue per potenziali importazioni di H2 green, salvaguardando però “un equo terreno di confronto economico e ambientale per la produzione europea di idrogeno”.
(Fonte: Quotidiano Energia)

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