Se scarsità e controllo delle risorse sono stati i fattori tipici del vecchio mondo economico del petrolio e del gas non si può dire che le cose saranno molto diverse in quello nuovo delle energie pulite. Prendiamo la produzione dei «minerali critici», come li chiama l’International Energy Agency, ovvero il rame, il nickel, il litio, il cobalto e le terre rare, che servono per costruire e far funzionare un ampio raggio di tecnologie rinnovabili come il solare fotovoltaico, l’eolico o le batterie. Per litio, cobalto e terre rare i tre Stati che sono i maggiori produttori mondiali – Australia, Repubblica Democratica del Congo e Cina – controllano più di tre quarti del mercato.
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