Il settore dell’energia eolica in Europa sta vivvendo una fase di crisi a causa dell’ascesa dell’industria eolica cinese. Nonostante l’Europa abbia una forte presenza nel settore, segnali di allarme si stanno moltiplicando. La Cina sta diventando un attore dominante nella produzione di turbine eoliche, con prezzi competitivi che stanno aumentando le esportazioni. Ci sono preoccupazioni riguardo alle carenze di componenti chiave degli impianti eolici, dato che la Cina controlla una grande quota dell’offerta, simile al suo controllo sulle terre rare necessarie per i magneti delle turbine. Lo rivela un servizio del Sole 24 Ore del 26 agosto, a firma Sissi Bellomo.

A fronte di una crisi nel settore eolico occidentale, Pechino sta conquistando terreno con l’esportazione di turbine eoliche a prezzi convenienti, persino in Europa. Tuttavia, ci sono segnali di difficoltà, come turbine difettose rilevate in impianti prodotti da Siemens Gamesa. Gli investimenti nel settore eolico sono cancellati in diversi Paesi, inclusi gli Stati Uniti, a causa di costi crescenti e remunerazioni insufficienti. Questo è sorprendente dato che la decarbonizzazione è diventata una priorità politica sia in Europa che negli Stati Uniti.

Nonostante l’Europa mantenga una forte presenza nel settore delle energie rinnovabili, l’autosufficienza è a rischio a causa dell’ascesa dell’industria eolica cinese. Le preoccupazioni si estendono anche alle navicelle per l’installazione di parchi eolici in mare, che potrebbero scarseggiare già nei prossimi anni. La tentazione del protezionismo cresce, ma gli esperti ritengono che sia controproducente per la transizione energetica globale.

L’articolo evidenzia anche che la Cina ha raggiunto un notevole dominio nell’offerta di terre rare e componenti chiave, giocando un ruolo cruciale nella catena di approvvigionamento delle energie rinnovabili, analogamente a quanto è successo nell’industria solare fotovoltaica.

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