Alcuni Paesi del mondo sfruttano le alte temperature presenti all’interno della Terra tramite l’energia geotermica, che si può usare in modo efficiente ad esempio dove ci sono attività vulcaniche. È il caso dell’Islanda, che si trova lungo la linea di congiunzione tra due placche tettoniche, e ancora di più del Kenya, il paese che più di tutti fa affidamento sulla geotermia per alimentare case, uffici e aziende (utilizzata per produrre il 38 per cento dell’elettricità totale, più di qualunque altro paese al mondo). Il merito è della Rift Valley, la lunga valle nota per i ritrovamenti archeologici degli antichi ominini, tra cui quelli dell’australopiteca Lucy. La Rift Valley si è formata per la separazione di due placche tettoniche africane: il processo iniziò 30 milioni di anni fa e durerà ancora decine di migliaia di anni. L’allontanarsi delle placche fa sì che in questa parte del pianeta la parte superficiale della crosta terrestre sia più sottile che altrove: per questo si trovano numerosi vulcani attivi e spenti, c’è attività sismica ed è anche più semplice ottenere energia geotermica perché i flussi provenienti dal centro della Terra incontrano meno ostacoli. In particolare, succede che l’acqua liquida presente nel sottosuolo entri in contatto con rocce molto calde, trasformandosi in vapore, che può fuoriuscire in superficie anche in modo naturale, attraverso geyser o sorgenti termali.
(Fonte: Il Post)

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