Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto correttivo al Testo unico sulle rinnovabili, entrato in vigore a fine 2024, con l’obiettivo di velocizzare gli interventi di potenziamento, rifacimento e riconversione degli impianti esistenti. Il provvedimento consente di procedere in regime di attività libera, a parità di area occupata, per interventi che non superino un incremento di potenza del 15% e che rispettino le misure ambientali già stabilite. Restano però esclusi i casi in cui siano necessarie nuove valutazioni ambientali, per i quali scatterà la procedura abilitativa semplificata (Pas).
Il decreto chiarisce inoltre i rapporti con la normativa edilizia: anche in regime di attività libera sarà necessario aver effettuato le comunicazioni edilizie (Cila o Scia), mentre per l’autorizzazione unica – di competenza regionale sotto i 300 MW e del Mase sopra tale soglia – andranno allegati tutti i titoli edilizi richiesti. Per gli impianti di maggiori dimensioni vengono rafforzate le compensazioni economiche a favore dei Comuni, che riceveranno tra lo 0,5% e il 3% del valore della produzione attesa nei primi cinque anni.
“Questo correttivo è un passaggio fondamentale per dare più sprint alle fonti green e rimuovere gli ostacoli che ne hanno frenato lo sviluppo”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha lavorato al testo insieme ai colleghi delle Riforme e della Pubblica amministrazione. Sul tavolo del governo resta intanto il Dl Energia, che dovrebbe affrontare anche il tema delle aree idonee, ancora in cerca di una definizione condivisa.
