Le città post pandemia non saranno più le stesse. E’ da questa considerazione che parte un articolo del Messaggero sul futuro smart degli attuali contesti urbani. “Ora l’ambiente domestico è tornato ad essere il centro della vita quotidiana – si legge nel testo – sfumando i suoi contorni per farsi palestra, ufficio o aula scolastica, c’è da ripensare tutto. E c’è da ripensarla senza limitarsi ad intervenire su quattro pareti – qualcuna da abbattere e qualcuna da spostare – rna rivedendo il concetto stesso che ne anima gli ambienti. Servono nuove idee per vecchie mura. Qualcosa che sía capace di sposare le esigenze di oggi e non quelle di ieri, soprattutto da parte delle amministrazioni locali”. Di questa trasformazione in atto, secondo quanto riferisce il quotidiano romano “è convinto ad esempio il colosso Edison che, ormai da anni, preme e investe in progetti legati alla gestione sostenibile e smart dell’energia. Lo ha fatto a Venezia dove, per la Biennale ha messo in piedi l’enorme riqualificazione delle Corderie dell’Arsenale; e lo ha fatto nel centro storico di Torino, in un progetto pilota di applicazione del tool City Platform, per valutare l’impatto di politiche di rigenerazione urbana attraverso la modellizzazione in 3D del territorio e la simulazione di scenari. In particolare, sono stati esaminati tre scenari di riqualificazione del patrimonio immobiliare residenziale della zona di interesse. Il primo prevede l’installazione di sistemi di smart home per l’ottimizzazione dei consumi energetici e la riqualificazione energetica (involucro e impianti) degli edifici con caldaie a gasolio. Nel secondo e nel terzo scenario, più ambiziosi sono riqualificati anche edifici con impianti a gas”.

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