Il Mezzogiorno corre più della media nazionale, trainato da innovazione, turismo ed economia del mare. Secondo il “Panorama economico di mezz’estate” di SRM – centro studi di Intesa Sanpaolo – nel 2024 il Pil è cresciuto dello 0,9% (Italia +0,7%) e l’occupazione, nel primo trimestre 2025, è salita del 2,8% contro l’1,8% nazionale, raggiungendo 6,48 milioni di occupati. Le Pmi innovative al Sud sono 683, pari al 22,4% del totale italiano, in aumento del 12,5% (Italia +4,9%). Ne parla Il Mattino, in un articolo a firma Nando Santonastaso, nell’edizione del 5 agosto.
Boom negli investimenti: il 65% delle imprese manifatturiere meridionali ha investito nell’ultimo triennio, contro meno del 50% in passato, con il 40% destinato all’innovazione (Italia 33,1%). Settori emergenti – turismo, mare, energia e ambiente – affiancano le “4 A” storiche (automotive, agroalimentare, abbigliamento, aerospazio) e il farmaceutico.
Il turismo resta strategico: nel 2025 sono attese 92,6 milioni di presenze (+2,3% sul 2024), con una componente straniera al 41,5% (+12,1%). L’economia del mare vede i porti del Sud movimentare il 47% delle merci nazionali, mentre sul fronte energetico l’area produce oltre il 55% dei GWh da rinnovabili, con punte eoliche oltre il 96%.
Nonostante criticità come l’elevato numero di Neet e la bassa spesa in R&S, Pnrr, Zes unica e fondi di coesione offrono oggi al Sud opportunità senza precedenti per confermare il suo ruolo di motore di crescita nazionale.
