Sono disponibili 470 milioni di risorse pubbliche per incentivare le imprese del Mezzogiorno a investire in Ricerca e Sviluppo, una delle leve strategiche fondamentali per una crescita che al Sud non è ancora pienamente sviluppata. L’annuncio, dato il 2 settembre dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, segna un importante passo avanti con l’apertura dello sportello online per l’accesso agli incentivi riservati ai progetti di ricerca e sviluppo sperimentale delle imprese meridionali. Si tratta di un cambiamento atteso e necessario, considerando che la Campania, la prima regione del Sud in questa classifica con 1,47 miliardi di investimenti nel 2023, sostenuti anche dalla Regione, e 14.799 ricercatori (secondo dati Ambrosetti), è solo al settimo posto a livello nazionale. È fondamentale che anche il Mezzogiorno contribuisca a portare la spesa nazionale in R&S oltre l’attuale 3,3%, un valore che posiziona l’Italia a metà classifica in Europa e comunque al di sotto della media UE. Questa nuova opportunità, prevista dal decreto di settembre 2023 ma mai concretizzatasi fino ad ora, è particolarmente rivolta alle Piccole e Medie Imprese, che al Sud rappresentano una quota significativa del totale delle aziende. A loro spetta, con incentivi molto vantaggiosi, il compito di accelerare la crescita economica del Sud, che sta già mostrando segnali positivi. Finora, le università hanno svolto un ruolo cruciale, riuscendo a superare meglio del settore privato le conseguenze della pandemia (secondo Istat, nel 2023 il divario di spesa rispetto al 2019 è stato quasi completamente colmato). Tuttavia, la spesa delle medie e grandi imprese, in particolare nel settore farmaceutico, ha dimostrato che il Sud è un terreno molto fertile per gli investimenti in R&S. Questa potenzialità è confermata dalla sinergia tra le università del Mezzogiorno e le filiere industriali più avanzate, come l’aeronautica e l’aerospazio, con i distretti campano e pugliese ormai saldamente tra i primi a livello nazionale.

Condividi su