La start-up italiana Green Energy Storage ha sviluppato un innovativo sistema di accumulo organico per le energie rinnovabili basato su una molecola organica, il chinone, che si estrae dai vegetali e dagli scarti del petrolio. Nata nel 2016, ha subito avuto una crescita esponenziale guadagnandosi un accordo in esclusiva con l’Università americana di Harvard. Le batterie progettate permettono di accumulare l’energia prodotta da fonti rinnovabili – ad esempio solare ed eolica – e di utilizzarla con flessibilità, riducendo contemporaneamente i costi. La batteria organica a flusso risponde alle nuove esigenze dei consumatori e del mercato, dimostrando l’effettiva attuabilità economica e tecnologica dei sistemi di accumulo di energia basata su AQDS (chinoni reperibili in natura, atossici e facilmente estraibili) e proponendo una soluzione nell’ottica di transizione verso la produzione di energia verde.
(Fonte: La Stampa versione online – Autore: Giorgia Fanari)

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