varese

A Varese andrà in funzione il più grande impianto dell’Europa meridionale per teleriscaldare circa 150 appartamenti usando energia solare termica. 990 metri quadrati di pannelli, 450 chilowatt di calore annua e 108 tonnellate di CO2 in meno per un costo totale di 440 milioni.

Pannelli in grado di scaldare l’acqua da mandare tramite le condutture nei termosifoni e nei rubinetti di un quartiere anche nei periodi invernali.

L’impianto è stato realizzato dal Comune ed è stato progettato dall’Università dell’Insubria.

Milano, Brescia e Bergamo sono una delle poche città che adottano questo sistema in modo differente.

Milano, ad esempio, grazie alla centrale termoelettrica di Cassano d’Adda si genera
energia elettrica in grado di riscaldare l’8% delle abitazioni a Milano.
A Bergamo si fa ricorso al calore prodotto da stabilimenti industriali privati come vetrerie o acciaierie. Progetti ancora in via di definizione e di crescita, che vengono adeguati a mano a mano che evolve la tecnologia.

Queste le parole dell’amministratore delegato dell’A2a, Valerio Camerano, riguardo l’impianto di Varese: “Con questo impianto, siamo detentori di una leadership tecnologica ed è un primo esempio di uso di fonti rinnovabili in dimensioni enormi per il servizio della collettività”.

Il presidente di A2a, Giovanni Valotti, aggiunge: “L’impianto di Varese dà a chi si collega al teleriscaldamento vantaggi diretti e indiretti. Permettono di avere una gestione efficiente, conveniente e di facile utilizzo visto cue non deve attrezzarsi di un proprio impianto. Inoltre – conclude Valotti – i vantaggi riguardano la sostenibilità, il risparmio energetico e soprattutto l’assenza di inquinamento ambientale”

Fonte: Il Sole24Ore

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