L’Unione europea deve assicurare la coerenza delle politiche comunitarie coniugando la politica estera con quella energetica. E’ l’appello lanciato ieri a Bruxelles dal Consiglio Esteri, che all’energia ha dedicato una specifica dichiarazione conclusiva.

Il Consiglio – presente per l’Italia il vice-ministro Mario Giro – ha insistito innanzitutto sulla necessità di “rafforzare il legame tra sviluppo, energia, clima, ambiente, acqua e cibo” e dichiarato la volontà dell’Unione di sostenere i Paesi vicini nei loro sforzi per la transizione energetica. La cooperazione, in particolare, dovrebbe essere focalizzata sulla diffusione dell’accesso all’energia, la crescita dell’efficienza e delle rinnovabili e la lotta ai cambiamenti climatici.

Di particolare interesse in vista dell’assemblea dell’associazione dei regolatori energetici del Mediterraneo (MedReg) e della conferenza ministeriale Energia dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), in programma a Roma rispettivamente oggi 30 novembre e domani 1° dicembre.
Nella dichiarazione conclusiva (secondo quanto riferisce QE – Quotidiano Energia), i ministri degli Esteri dei 28 hanno sottolineato i passaggi obbligati di una strategia tesa a “liberare il potenziale energetico dell’Africa in modo sostenibile e interconnettere l’Europa e l’Africa attraverso il Mediterraneo”.

Ecco cosa serve:

 

 

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