Con 389 voti favorevoli, 239 contrari e 41 astensioni    il Parlamento di Strasburgo ha approvato di recente un ulteriore inasprimento delle norme di limitazione delle emissioni inquinanti delle automobili. “Che dovranno essere abbattute – spiega Paolo Grinseri su Repubblica (4 ottobre 2018, pagina 27) – del 40 per cento entro il 2030 con l’obiettivo intermedio del 20 per cento entro il 2025”.

Come hanno reagito a questo voto le case automobilistiche? Temono che la restrizione possa avere “un impatto molto negativo sull’occupazione dell’intera catena del valore dell’automotive”. Ma anche con un accelerazione dei loro programmi di sviluppo dell’auto elettrica.

Strasburgo ha imposto in sostanza che i veicoli elettrici o ibridi (quelli che emettono meno di 50 kg per chilometro di Co2) debbano diventare il 35 per cento delle auto nuove vendute da ciascun costruttore entro il 2030 con l’obiettivo intermedio del 20 per cento entro il 2025.

“In sostanza – aggiunge Griseri – tra soli sette anni ogni casa dovrà vendere almeno un’auto su 5 elettrica o elettrificata”.

L’Europa quindi ha deciso di andare avanti tutta per accelerare il cambio di propulsione e punta a vendere ogni anno circa 5 milioni di veicoli elettrici.

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