L’energia ricavata dal moto ondoso è sempre più al centro dell’attenzione degli operatori. Secondo studi recenti entro il 2050 questa fonte coprirà il 10% del fabbisogno mondiale. Lo riporta un articolo del Quotidiano Energia a firma Maximo Peviani. Ad oggi sul tema della conversione di energia da moto ondoso non ancora un consenso sulla configurazione più promettente, ragione per la quale sono in via di sviluppo più di 100 diversi dispositivi in oltre 30 Paesi. Il progresso e il futuro successo commerciale di ogni singolo dispositivo è legato al fatto che la tecnologia sia provata, affidabile ed economicamente sostenibile. Anche in Italia vi è un crescente interesse attorno allo sviluppo tecnologico del settore, nonostante la risorsa del moto ondoso sia in generale inferiore rispetto ai mari aperti e oceani. Si creano quindi sfide e opportunità importanti, fra cui la realizzazione di dispositivi di costo contenuto, ¡a specializzazione dei dispositivi caratteristiche della risorsa nei siti del Mediterraneo e l’utilizzo di infrastrutture costiere per l’installazione. “In questo contesto – scrive Quotidiano Energia – si colloca lo sviluppo del dispositivo WaveSAX, affrontato da Rse nell’ambito della Ricerca di Sistema, basato sul principio della “colonna d’acqua oscillante” (oscillating water column, Owe) in una configurazione innovativa in cui la turbina (di tipo Wells) viene posizionata nella fase liquida”.
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