Quando Lucio Dalla, negli anni Ottanta, si ispirava ai componimenti del poeta Roversi per descrivere l’automobile del futuro, diceva che il motore del 2000 l’auto sarà “bello, lucente, silenzioso, delicato”… E aggiungeva: “avrà lo scarico calibrato e un motore che non inquina…”. Non poteva mai immaginare, però, che ad inizio del nuovo millennio l’automobile comincia a somigliare a un aeroplano, come ricorda su Repubblica del 15 giugno Francesco Paternò, secondo il quale “il pilota automatico di un aereo è oggi quanto di più simile alla guida automatica delle auto di domani”. Macchina sempre connessa e autonoma, provvista di chip, radar e sensori che sono i nuovi protagonisti della nuova mobilità, in grado di anticipar ei comportamenti umani. Obiettivo? Un mondo con zero incidenti, a cominciare dal 2020 quando saranno pronti i primi modelli con vari livelli di automazione. L’auto rallenterà da sola di fronte a un ostacolo, impedendo eventuali collisioni. Gli abbaglianti si inseriranno automaticamente grazie a telecamere che vedranno i fari delle auto provenienti dalla direzione opposta. Dispositivi adattivi consentiranno di tenere l’auto alla distanza minima prestabilita e di riconoscere i segnali stradali. Insomma, allacciate le cinture, si va verso il futuro…

 

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