“Rilanciare l’energia da biomasse con la realizzazione di nuovi bacini energetici tagliati su misura che potrebbero essere pronti entro il 2018”. È la sfida del Distretto di alta tecnologia della Campania per l’energia «Smart Power System», guidato dal presidente Pietro Salatino. Ne parla Salvatore Avitabile in un articolo del Corriere del Mezzogiorno dell’8 settembre 2017 (pagina 9). Il Distretto, che riunisce 25 imprese (tra cui il Gruppo Getra come società capofila), è in campo con il progetto «Bio-Value» per il quale sono stati stanziati 6 milioni di euro. La partnership riunisce, oltre alle imprese, tre università («Federico II», Sannio e Vanvitelli) e l’Istituto di ricerche sulla combustione del Cnr.

Due sono gli obiettivi scientifici e tecnologici principali di Bio-Value. “In primo luogo – si apprende dall’articolo – mira a validare le potenzialità di una piattaforma integrata basata sul solare a concentrazione e sulla conversione termochimica di biomassa. Sul piano del trasferimento tecnologico, invece, il progetto punta a realizzare una serie di impianti prototipali di cogenerazione di piccola taglia (fino a 200 kWe) basati su processi di pirolisi-gassificazione e di digestione anaerobica di residui biogenici”. A parere del presidente del Distretto SPS Pietro Salatino “quello delle biomasse potrebbe rappresentare uno degli asset più convenienti nel panorama della produzione energetica campana. Si pensi al potenziale di bio-metano che potrebbe venire da produzioni animali come gli allevamenti di bufale nel Casertano o ai residui cellulosici che potrebbero essere recuperati nei nostri boschi, ottimizzando così la seconda estensione forestale del Meridione”.

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