Cresce la propensione a esportare delle regioni meridionali grazie alle risorse garantite dai fondi europei. Ne parla Carmine Fotina in un suo articolo sul Sole 24 ore del 28 agosto 2018 (pagina 1), dove tuttavia si legge che, se aumenta il fatturato estero, non altrettanto si può dire per la platea di imprese meridionali, che è ancora troppo ristretta per registrare un vero salto di qualità sullo scenario globale.

Ed è proprio su questo fronte che si colloca l’attività dell’Ice. L’Istituto per il commercio estero coltiva infatti l’ambizioso disegno di far crescere la quota di esportazioni al Sud si concentra su questi obiettivi, utilizzando come leva finanziaria i fondi europei. L’articolo segnala appunto che “sta entrando nel vivo la seconda annualità del “Piano Export Sud II, che dispone di una dotazione complessiva di 50 milioni da spalmare su quattro annualità, per puntare alle seguenti aree obiettivo del piano: Paesi Ue, Russia e Balcani, Cina e Giappone, Usa e Canada.

Le iniziative di promozione e formazione del Piano sono indirizzate a favore di micro, piccole e medie imprese, startup, consorzi, reti di impresa, parchi tecnologici, centri universitari/incubatori. Le risorse sono destinate per 43,4 milioni alle cosiddette regioni “meno sviluppate” (Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia) e per 6,6 milioni alle “Regioni in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna).

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