“Il Mezzogiorno è cambiato, profondamente. È diventato un’area innovativa grazie a un patrimonio di capacità produttive, di produzioni e istituzioni qualificate, testimoni della persistenza di un Sud industriale, avanzato, dinamico, aperto, dove si spalancano nuove opportunità di investimento e di crescita…” Parola di Domenico Arcuri, che affida il suo pensiero al Sole 24 ore (18 aprile 2018, pagina 15). E continua:

  1. Negli ultimi tre anni il Meridione è tornato a crescere.
  2. Con i contratti di sviluppo le imprese straniere saranno incentivate a scoprire il Sud come area di destinazione dei loro investimenti.
  3. La ripresa del Sud d’Italia è stata sostenuta sia dalla domanda interna, sia dal rilancio degli investimenti, più vigorosi nell’industria e nel settore delle costruzioni (+9,6% nel 2015 e +8,7 nel 2016).
  4. Sono tornati col segno più anche gli indici di produzione manifatturiera: nel 2015-2016 con una crescita complessiva del 7%, oltre due volte superiore a quella registrata nel resto del Paese.

In questa cornice dell’economia, divenuta meno critica nel Mezzogiorno, che si cala l’impegno di Invitalia a sostegno delle imprese con l’utilizzo di un incentivo ad hoc: il contratto di sviluppo. “Lo strumento agevolativo – riassume Arcuri – ha generato nel Mezzogiorno importanti investimenti nel settore industriale e turistico, contribuendo alla salvaguardia e alla creazione di oltre 52mila posti di lavoro… ed hanno attivato investimenti per oltre 3,6 miliardi di euro di cui quasi il 40% promossi da investitori stranieri”. Invitalia ha contribuito alla ripresa anche con l’incentivo Smart&Start, che ha favorito nascita e crescita di 807 startup innovative non solo nel Mezzogiorno, ma in tutta Italia:

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