Aziende meridionali ai margini dell’operazione Italia-Cina. E’ quanto emerge dall’incontro di Palazzo Barberini, a Roma, dall’incontro per la firma del Memorandum tra i due Paesi. Il Mattino, nella sua versione online, riferisce che al summit erano presenti solo tre aziende meridionali e nessuna Autorità Portuale del Sud. Interpellato sull’argomento Pietro Spirito, presidente dell’Authority del Mar Tirreno Centrale, ha spiegato che “a Roma c’erano soltanto chi, come Genova e Trieste, ha fatto accordi con il governo cinese. Noi siamo già collegati con il colosso asiatico, visto che abbiamo delle linee settimanali con il Pireo, di proprietà del Governo di Pechino. Personalmente, mi occuperei della nostra densità produttiva, deficit di cui sconta anche la portuali del Sud”. Già nel 2017, ricorda Il Mattino, quando al Governo c’era Paolo Gentiloni, ci furono polemiche dopo che in alcune missioni internazionali i cinesi si erano detti interessati solo ai porti di Genova e Trieste.(Fonte: Il Mattino edizione web – autore Francesco Pacifico)

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