Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha di recente rimarcato, in un suo discorso, che nessuno, proprio nessuno due anni fa avrebbe immaginato un balzo del 4,4% della produzione industriale in Italia. “Ma – afferma Nando Santonastaso sul Mattino del 12 settembre 2017 (pagine 1-43) – è altrettanto vero che forse nemmeno il più ottimista avrebbe potuto leggere in questa statistica un peso determinante del Mezzogiorno, o almeno della parte più vivace, come la Campania…”.

I contratti di sviluppo sono 112, più di 400 i milioni investiti, per quasi 2mila nuovi posti di lavoro (dati di fonte Invitalia). La crescita industriale di gran parte del Sud è “la vera novità di questi ultimi mesi – continua il fondista del giornale di Via Chiatamone -, favorita certo dai pacchetti di sgravi, incentivi fiscali e provvedimenti ad hoc varati dal governo… “. E un contribuito significativo è atteso anche da alcune scelte delle Regioni del Sud, ad esempio le delibere di Campania e Calabria sull’istituzione delle prime Zone Economiche Speciali.

Non si può dimenticare, aggiunge Santonastaso, che dopo sette anni di crisi “sono riuscite ad emergere al Sud solo le imprese più capaci di far fronte anche dal punto di vista finanziario alla contrazione di vendite, mercati e prospettive produttive. Molte altre hanno dovuto arrendersi… tuttavia da questo terremoto sta venendo fuori forse un sistema imprenditoriale più chiaro, meno spavaldo e dunque più congeniale alle mutate dinamiche dello sviluppo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *