E’ corsa ai sussidi senza investimenti. Ne è convinto Nando Santonastaso, che sul tema propone un commento sul Mattino (20 settembre 2018, pagina 40). “Se il nocciolo della manovra in chiave Sud – afferma tra l’altro – rimane l’attuazione intera o parziale del Reddito di cittadinanza, difeso a spada tratta dal Movimento 5 Stelle, se ne dovrebbe dedurre che la montagna (ammesso che la si possa definire così) partorirà un topolino”. Insomma il giornalista dà voce ai tanti analisti ed economisti “non schierati) i quali sostengono che “il solo eventuale ricorso a norme assistenzialistiche non solo può mettere a rischio i conti pubblici ma anche rivelarsi inefficace sul piano strettamente economico”.

Il punto considerato nevralgico arriva poco dopo. E cioè la possibilità che “la manovra non indicherà nel rilancio degli investimenti pubblici la vera e forse unica priorità per il rilancio del Mezzogiorno”. E quindi afferma: “… pensare, a prescindere persino dal divario, che il Mezzogiorno possa avere soddisfacenti margini di competitività e attrattività economica senza il pieno, convinto e costante coinvolgimento del capitale pubblico è pura follia”.

Non si riduce il divario, insomma, se per il Sud “la partita continua a ruotare sempre e soltanto attorno al Reddito di cittadinanza”. Senza investimenti certi e costanti i posti di lavoro, privi di un contesto economicamente valido in termini di crescita, saranno sempre meno di quelli che occorrerebbero. E tutto ciò “al netto della accelerazione della spinta autonomistica cavalcata dalle Regioni del Nord…”. Che certo non fa che complicare lo scenario.

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