Due articoli sul Sussidiario.Net (di Gianni Credit e Antonio Napoli) fanno il punto sul tema istruzione e formazione dei giovani del Mezzogiorno. Una riflessione di estremo interesse perché connette il divario Nord Sud – e non succede spesso – non solo a un gap infrastrutturale ma alle competenze di una intera generazione di futuri lavoratori.

CASSA PER L’EDUCATION
Per Gianni Credit (18 luglio 2018) “… i giovani disoccupati al Sud non possono essere lasciati ai tempi e ai modi del mercato, perché in concreto quest’ultimo equivale oggi a territori sempre più deserti di imprese e invece spesso più controllati dal crimine” Qual è quindi la proposta? Un nuovo “intervento straordinario”, che non sia la replica della Cassa per il Mezzogiorno più di mezzo secolo dopo, perché “Nel ventunesimo secolo, nessuna economia “sussidiata” sarà mai competitiva. Nessun posto di lavoro (nessun “reddito”) può essere creato o mantenuto per decreto. Nessuno Stato può più rivestire gli abiti dell’imprenditore in perdita strutturale”.

PACCHETTO CONOSCENZE
Altra cosa è formare “cittadini-lavoratori” competitivi, mediante un pacchetto aggiornato di conoscenze e competenze, un obiettivo che si traduce in vantaggio competitivo per l’Azienda-Paese ed elemento propulsivo di una politica volta “colmare un gap evidente negli score formativi fra Nord e Sud”, quantificabile nell’ordine che oscilla tra il 20% e il 40%: un divario nella produttività del lavoro che è il vero “tallone d’Achille dell’intera Azienda-Italia”.
Al pezzo di Credit segue due giorni dopo l’analisi di Antonio Napoli che approfondisce l’aspetto della crisi della formazione scolastica e professionale al Sud e delle cosiddette “eccellenze” che, in particolare in questo settore, “sono diventate un alibi per non fare nulla”.

I dati sono indiscutibili e Antonio Napoli li riassume così:
• un giovane meridionale trascorre a scuola mediamente la metà del tempo di un suo collega del Nord
• il tempo pieno, che in molte regioni italiani raggiunge percentuali altissime, al Sud non supera l’8%
• la percentuale di obesità presente tra i ragazzi tra i 6 e i 16 anni in alcuni quartieri popolari raggiunge e supera il 50%, mentre le mense scolastiche non funzionano o sono deserte.
• l’abbandono scolastico in alcune zone di Napoli supera il 25%
• i dati relativi al livello medio di istruzione che testimoniano di un “analfabetismo di fatto”.
• altrettanto carente è in media la preparazione degli insegnanti
• lo stato della quasi totalità degli edifici scolastici raggiunge la fatiscenza
• le università del Sud hanno perso oltre il 30% degli iscritti negli ultimi 10 anni, quasi tutto a vantaggio delle istituzioni formative del Nord.
• Gli stessi che completano l’università al Sud – aggiunge Napoli – corrono poi ai ripari affollando il floridissimo mondo della post-formazione universitaria di cui è ricca ad esempio la Lombardia: 250mila euro il costo minimo — per l’intero ciclo di studi — di un ragazzo fuori sede a Milano.

ALIBI ECCELLENTI
“Questa situazione — aggiunge Napoli— ha riprodotto una scuola di classe (al Nord) per ricchi del Sud completamente separata da quella per i meno abbienti, che rimangono a casa. Decenni di sforzi unitari buttati dalla finestra”. E prosegue portando ad esempio il caso della Academy aperta a Napoli in collaborazione con la Apple nel popolare quartiere di San Giovanni a Teduccio. Oltre 700 ragazzi all’anno (siamo già al terzo anno di attività) hanno il privilegio di essere formati per diventare i più contesi giovani “digital manager” sul mercato. “Ma proprio queste eccellenze – conclude – rendono ancora più stridente e drammatico il divario con la “normalità” di un sistema formativo ormai collassato… pochi casi assai positivi sono diventati alibi per chi governa questi territori e le istituzioni formative”

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