Il capitolo «Mezzogiorno» nel contratto di governo 5 Stelle e Lega non ci sarà. Ma ci sarà un impegno speciale per le infrastrutture logistiche che hanno Gioia Tauro come baricentro. Ne è sicuro Marco Esposito, giornalista del Mattino che all’argomento dedica l’articolo “Infrastrutture e autonomia, le sfide per il Sud”.

Entrambe le parti al lavoro per il “contratto di governo” sanno che il voto del Sud è stato decisivo nel cambiare la geografia elettorale d’Italia. Se il Sud uscisse penalizzato, Luigi Di Maio rischierebbe di vedere in breve disperso il consenso ricevuto, mentre Matteo Salvini smarrirebbe ogni possibilità di migliorare il consenso che raccoglie oggi, consistente in percentuali che cono, per lo più, a una cifra.

Entrambi sanno bene che per rimettere sui binari l’economia italiana serve un Sud più trainante. Ecco perché Il piano di investimenti concordato, secondo quanto risulta all’estensore dell’articolo, ha un obiettivo strategico: realizzare una rete ad «alta portabilità» ferroviaria e portuale in grado di trasformare Gioia Tauro in un porto «gateway», “dove cioè le navi possano scaricare i container e ripartire per la rotta più breve verso Gibilterra o Suez, diventando lo scalo della via della Seta, mentre i container prenderanno la via del Nord, passando per le aree Zes di Salerno, Napoli, Nola e Marcianise. Ovviamente facendo tappa all’interporto Quadrante Europa di Verona per poi proseguire per il Brennero. Ma ci vuole una rete ferroviaria finalmente di rango europeo, cioè “in grado – spiega Esposito – di far transitare treni merci lunghi 750 metri con sagoma nelle gallerie sufficiente a trasportare un camion su una carrozza, togliendo mezzi inquinanti dalle strade.

(Fonte: IL MATTINO – 14 Maggio 2018 – pag. 5)

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