EDICOLA MEZZOGIORNO / SE IL NORD SI SEPARA E IL SUD TACE – Il commento di Lino Patruno

HomeMef MagazineEDICOLA MEZZOGIORNO / SE IL NORD SI SEPARA E IL SUD TACE – Il commento di Lino Patruno

Sulle pagine 1-19 della Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 11 Maggio 2018, Lino Patruno svolge un ragionamento che ha per tema la Macroregione. Se il Nord si separa, il Sud non risponde: questo è il paradosso al centro della riflessione.

L’editorialista parla di una sempre più evidente (ed esasperata) manovra che porta alla “separazione di fatto”: “con la vittoria in Friuli Venezia Giulia i leghisti hanno fatto tris, essendo il partito di Matteo Salvini al governo anche in Veneto e Lombardia… Intanto “la stampa nordista – spiega Patruno – già parla di Grande Regione cui serve una politica comune…. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna … sono poi le tre regioni che hanno ottenuto il primo <sì> a una maggiore autonomia con una velocità portentosa per un Paese come l’Italia…. Maggiore autonomia che significa autogovernarsi in quasi tutte le materie di competenza regionale. Molto più di quanto osasse lo stesso federalismo…”

Il commento è tagliente. Mentre il Nord passa alle “vie di fatto”, ratificando in sostanza che d’ora in avanti vi saranno due Italie, il Sud che fa? “Il Sud è non pervenuto – afferma il giornalista barese – come se proprio recentemente non si fosse riparlato di Macroregione anche qui… Il Sud non solo non fa nulla. Anzi litiga. Non bastando dire centrosinistra, dovendosi invece specificare quale, embè. Se il campano De Luca, o il lucano Pittella, o il calabrese Oliverio, o il pugliese Emiliano. Più correnti che voti, si potrebbe scherzare. Non avendo nessuno di essi mai preso una iniziativa da meridionali e basta, in un Sud incapace di parlare come un solo popolo e un solo territorio…”.