“Non è possibile che sulle mense scolastiche, gli impianti sportivi nelle scuole, gli asili nido, l’assistenza ai disabili, i trasporti ferroviari, la durata dei processi, il costo della Rc auto o di un mutuo ci siano differenze così forti tra chi vive al Nord e chi vive al Sud”. Lo scrive Riccardo Maria Monti, ex presidente Ice e oggi presidente Italferr nel suo saggio pubblicato per Laterza e intitolato “Sud, perché no?”, di cui parla un articolo del Mattino del 25 marzo 2018, a firma di Marco Esposito. “Un libro – è il commento di quest’ultimo – che cade in un momento fortunato perché il voto del 4 marzo ha almeno riportato attenzione sul Sud Italia”.

Sud perché il “momento è adesso”. Oggi la criminalità organizzata, pur restando forte, non si presenta più come anti-Stato. E questo è un fatto. Fra non molto il Mezzogiorno sarà devitalizzato a causa di una lenta ma massiccia crisi demografica. E questa è un’ipotesi drammaticamente plausibile. Quindi…. “il momento è adesso.

Ma per fare cosa?

Ecco la ricetta:

  1. Confermare l’impegno a investire nel Mezzogiorno il 34% dei fondi ordinari, già preso dal governo Gentiloni e mai attuato.
  2. Dare continuità (per almeno 5 anni) alla decontribuzione per le assunzioni, superammortamento, zone economiche speciali, sostegno all’export e alla agricoltura.
  3. Riequilibrare il rapporto con il Nord in infrastrutture, welfare e sistema scolastico/universitario.
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