Napoli crocevia del Mediterraneo e centro di eccellenza accademico dedicato alla valutazione dei fattori di rischio ed opportunità dei fenomeni migratori. Gli 007 italiani stringono un patto con le università per sviluppare idee e analisi di lungo periodo, nel tempo difficile dei pericolosi collegamenti tra gruppi criminali dei Paesi colpiti da guerre e povertà e le novità imposte dalle politiche di integrazione in Italia, in particolare, e in Europa in generale.

«Mediterraneo e Migrazioni dall’Africa. Rischi ed opportunità» è il tema del convegno svoltosi a Napoli il 30 gennaio scorso e organizzato da cinque atenei campani (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Parthenope, Università campana “Vanvitelli”) in collaborazione con il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica. Un’alleanza tra il maggiore comparto per la sicurezza e del sapere con l’obiettivo di far diventare il rapporto Intelligence-Università un’alleanza strategica per la sicurezza della nazione e di comprendere le situazioni nei paesi d’origine e le distorsioni criminali che determinano sulle politiche di sicurezza. I lavori sono stati moderati da Dario Matassa, presidenza del Consiglio dei ministri, e si sono articolati su nove relazioni sui diversi aspetti dei fenomeni migratori nel Mediterraneo, particolarmente quelli africani dai Paesi della fascia saheliana. Il vice direttore generale del Dis, Paolo Ciocca ha invece concluso la giornata di studio di Napoli.

Il Comparto intelligence italiano, attraverso la sua scuola di formazione, ha finora firmato con le Università 17 accordi di collaborazione e 12 convenzioni operative per curare le attività di promozione e la diffusione della cultura della sicurezza.

«Da soli non si vince perché occorre coniugare conoscenze e strategia» dicono gli uomini di vertice dell’intelligence italiana e le cinque università campane offrono un ventaglio di ricerca che va dall’analisi delle società dell’esodo a quelle di approdo, fino alle immagini del futuro con l’aumento progressivo dell’emigrazione giovanile verso l’Italia.

L’ultima mossa politico-diplomatica dell’Italia sul fenomeno migratorio porta la firma di Marco Minniti, ministro dell’Interno. Con la sua visita a Tripoli sono state gettate le basi per un’intesa con il governo libico di Fayez al Serraj sulla gestione dell’immigrazione, il controllo delle frontiere e il contrasto al traffico di esseri umani. Un memorandum d’intesa che potrebbe essere esportato in tutti quei Paesi africani le cui situazioni politiche spingono i popoli a fuggire per raggiungere le coste italiane, con tutto l’attivismo di scafisti senza scrupoli.

 

 

(Fonte: Il Mattino; Mediterraneo e migrazioni la frontiera della sicurezza; 30-01-2017; Pagina 4)

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