La recessione innescata dall’epidemia di Covid-19 accresce in maniera significativa la quota di società di capitali italiane che nel 2020 registrerebbero un fabbisogno di liquidità e un deficit patrimoniale. Lo dice il bollettino della Banca d’Italia sugli effetti della pandemia sul fabbisogno di liquidità, sul bilancio e sulla rischiosità delle imprese. Le principali misure di sostegno varate dal Governo tra marzo e agosto attenuano fortemente questi effetti: hanno sostanzialmente annullato il maggior deficit di liquidità; hanno ridotto, pur non eliminandolo, il peggioramento nelle condizioni patrimoniali. Il ricorso a nuovi prestiti, anche grazie alle garanzie pubbliche, amplia tuttavia ulteriormente l’indebitamento, in particolare per le aziende più rischiose. L’indebolimento dei bilanci che ne risulta aumenta la probabilità di insolvenza delle imprese.
La crisi da Covid-19 avrà un effetto molto severo sulla redditività delle imprese. La diminuzione del fatturato sarà ampia, ma di intensità differenziata tra i settori: più accentuata nei settori dell’alloggio e ristorazione, delle attività artistiche e di intrattenimento, dell’energia, immobiliare e dell’industria alimentare e tessile. Nello scenario macroeconomico descritto nell’introduzione, la redditività operativa, misurata dal rapporto tra il Margine operativo lordo (MOL) e i ricavi, pari all’8,9 per cento nel 2018 potrebbe ridursi di oltre 1,7 punti percentuali con una flessione del margine operativo lordo del 25 per cento. La redditività netta, misurata dal Return on Equity (ROE), si collocherà al 2,5 percento, quasi 5 punti percentuali al di sotto del valore del 2018. Per dimensione della perdita economica attesa, i settori più colpiti saranno quelli della ristorazione (perdita complessiva di 2 miliardi), alberghiero (1,7 miliardi) e delle agenzie di viaggio e tour operator (1,7 miliardi).
(Fonte: Agenzie)
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